I livelli di contaminazione nei punti di monitoraggio sono stabiliti confrontando le concentrazioni misurate nelle acque con i limiti stabiliti dalla normativa di tutela delle acque, indicati sinteticamente come standard di qualità ambientale (SQA).

I punti di monitoraggio vengono rappresentati con colori diversi secondo i risultati dei confronti con i limiti suddetti:

  • il colore rosso indica i punti di monitoraggio con valori di concentrazione superiori agli SQA
  • il colore blu quelli con un risultato entro i limiti
  • il colore grigio quelli dove il risultato non è quantificabile

Un risultato non è quantificabile quando non ci sono misure analitiche superiori al valore di LQ (limite di quantificazione, detto anche LoQ limit of quantification).

È necessario tenere presente che l’assenza di residui può dipendere anche dal fatto che gli LQ non sono sempre adeguati al confronto con i limiti, o dal fatto che le sostanze cercate sono poche e non rappresentative degli usi sul territorio. In tabella 6.1 sono riportati anche il valore minimo e quello massimo degli LQ dichiarati dalle regioni.

 

Acque superficiali

I limiti delle acque superficiali sono stabiliti dalla DQA e dalle direttive figlie (dir. 2008/105/CE; dir. 2013/39/UE). I limiti sono espressi come valore medio annuo per singola sostanza (SQA-MA), come concentrazione massima ammissibile (SQA-CMA) e come valore medio annuo dei pesticidi totali (somma dei pesticidi nel campione).

Il Decreto 14 aprile 2009, n. 56 sui criteri tecnici per il monitoraggio, nella tabella 1/A stabilisce i limiti stabiliti a livello Europeo dalle direttive, e nella tabella 1/B stabilisce limiti nazionali. Per i pesticidi non elencati nelle tabelle si applica il limite di 0,1 μg/l e per la somma dei pesticidi il limite di 1 μg/l (fatta eccezione per le risorse idriche destinate ad uso potabile per le quali il limite è 0,5 μg/l).

 

Acque sotterranee

La direttiva 2006/118/CE [Dir. 2006/118/CE], relativa alla protezione delle acque sotterranee, stabilisce norme di qualità ambientale, definite come la concentrazione di un determinato inquinante, gruppo di inquinanti o indicatore di inquinamento nelle acque sotterranee che non dovrebbe essere superata al fine di proteggere la salute umana e l'ambiente. In particolare per i pesticidi e i relativi prodotti di degradazione i limiti sono uguali a quelli per l’acqua potabile, pari a 0,1 μg/l e 0,5 μg/l, rispettivamente per la singola sostanza e per la somma delle sostanze. Lo stato di qualità delle acque sotterranee viene stabilito confrontando le concentrazioni medie annue con i suddetti limiti.

Nel confronto con gli SQA si è tenuto conto di quanto previsto nella direttiva 2009/90/CE [Dir. 2009/90/CE] (recepita in Italia con il D.lgs. 219/2010 [D.lgs. 219/2010]), che detta le specifiche tecniche per il monitoraggio dello stato chimico delle acque, fissa criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi e le regole per comprovare la qualità dei risultati delle analisi. In particolare i criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi prevedono un’incertezza di misura pari o inferiore al 50% dello SQA pertinente e un limite di quantificazione pari o inferiore al 30% dello SQA. La Direttiva definisce anche le modalità per il calcolo delle concentrazioni medie ai fini del confronto con i limiti, in particolare: per le misure al di sotto del LQ si assume un valore della concentrazione pari al 50% del LQ.

Il livello di contaminazione è riferito ai singoli punti di monitoraggio e non esprime un giudizio complessivo sulla qualità dei corpi idrici. Il confronto con i limiti, inoltre, è fatto senza arrotondamento, al fine di fornire un quadro dello stato di qualità delle acque quanto più realistico.